048.jpg
Bari
0°C
[Dettagli]
Home Camere iperbariche
Errore
  • Unable to load Cache Storage: database
  • Unable to load Cache Storage: database
  • Unable to load Cache Storage: database
  • Unable to load Cache Storage: database

Le camere iperbariche sono utilizzate sia per la cura delle patologie connesse all’attività subacquea (malattia da decompressione ed embolia gassosa arteriosa), sia per il trattamento di specifiche patologie (ulcere, intossicazioni da monossido di carbonio, sindromi da schiacciamento, osteomieliti ecc...). L’aumento di pressione all’interno della camera iperbarica si ottiene immettendovi aria compressa. La fase di compressione (o di "discesa") avviene a velocità non superiore ai 3 mt./min. per permettere il superamento delle differenze di pressione con semplici manovre di compensazione. Raggiunta la quota prestabilita la terapia viene eseguita facendo respirare ai pazienti, mediante maschera oronasale, ossigeno alla pressione iperbarica della camera, che è compressa ad aria per valori e tempi determinati dai protocolli terapeutici. All’interno è prevista la presenza di un Medico o di un Tecnico, assistito all’esterno comunque da un Medico, che sorvegliano le condizioni dei pazienti ed il normale funzionamento dei sistemi di respirazione, costituiti da circuiti a flusso intermittente con trigger inspiratorio a bassa resistenza o a flusso continuo, e con scarico espiratorio all’esterno della camera. L’unità di misura di pressione utilizzata in medicina iperbarica è quella dell’atmosfera assoluta: ATA. La pressione di 1 ATA è la pressione barometrica a livello del mare; la pressione di 2 ATA equivale alla pressione di 10 metri sott’acqua, di 3 ATA a 20 metri e così via. Alla pressione barometrica a livello del mare (1 ATA) l’ossigeno, che rappresenta circa il 21% dell’aria, ha dunque una pressione di 0,21 ATA. L’ossigeno è indispensabile al metabolismo cellulare quale attivatore della catena respiratoria e dei processi ossido-riduttivi produttori di energia e pertanto, in condizioni normobariche, una riduzione del flusso ematico, un aumento della distanza fra capillare e cellula (edema infiammatorio o da stasi), lesioni fisico chimiche o qualsiasi alterazione del trasporto o della diffusione dell’ossigeno, provocano sofferenza o morte cellulare. L’Ossigeno terapia iperbarica (OTI) utilizza la somministrazione di ossigeno al 100% in camere iperbariche in cui la pressione atmosferica è maggiore ad 1 ATA. Per la nota legge di Henry, infatti, nella camera iperbarica si ottiene un aumento della frazione di ossigeno disciolta nel plasma e di conseguenza una sua diffusione più rapida ed in maggior quantità nei liquidi extra ed intracellulari supplendo così ad una insufficienza circolatoria meccanica e metabolica.

Ospedale. S. Paolo - U.O. Medicina Iperbarica - Bari

Contattaci su Skype
Chatta con me

Iscriviti alla Newsletter

Nome:

Email:

Consenso privacy

 8 visitatori online
Il nuovo sito del CSB è